13/03/2008

Tag Cloud: Utilizzi di frontiera

6d661bed8ee7aa350f37f0f92552d7e9.jpgChainofthougts: Un interessante esempio di tag cloud che si discosta tanto nell'utilizzo quanto nella forma dalle nuvole tradizionali è il sito chainofthoughts. Un primo aspetto di distinzione è la scelta di creare tag cloud anche d'immagini. Inoltre la grandezza dei tag è data dal numero di click sul quel tag.

In pratica gli utenti possono lanciare un tema e gli altri utenti arricchiscono la tag cloud con nuovi termini/immagini oppure rendendo più rilevante il termine che considerano più coerente cliccandovi sopra. Il sito ha avuto un ruolo d'informazione importante nel massacro del campus in Virginia  

Meetme: una community di incontri che utilizza in modo molto efficace, nonostante la grafica, il sistema dei tag inserite dagli utenti per descriversi

The Arcade Fire Hypecloud: in questo sito la tag cloud viene utilizzata per rappresentare le parole più utilizzate dai vari magazine musicali per descrivere l'album Neon Bible del gruppo Arcade Fire. Un'idea decisamente interessante e innovativa. Con una logica simile si potrebbero per esempio creare tag cloud che riportano le parole più utilizzate - recuperate tramite feed rss adeguatamente filtrati - nelle principali testate giornalistiche online, un modo per evidenziare "le parole del giorno" e insieme sottolineare attraverso i diversi pesi dati ai vari argomenti, eventuali divergenze nelle linee editoriali.

US Presidential speeches tag cloud: affascinante integrazione della tag cloud in una linea del tempo: muovendo il cursore temporale vengono visualizzati i termini più utilizzati nei discorsi dei presidenti americani. Servizio generato con il tool Tagline Generator

 

 [continua...]

Hai suggerimeti? Inviameli attraverso i commenti! 

18:35 Scritto da: marcosimini in tag cloud | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tag, news, tag cloud, web 2.0 | OKNOtizie |  Facebook

17/06/2007

Le scatole cinesi del Web: le applicazioni treemap

Un'interessante alternativa, creativa e funzionale, per organizzare e visualizzare le informazioni di una pagina web sono i siti  treemap. Come dice il nome le informazioni vengono ordinate ad albero: al primo livello vengono visualizzati dei box che contengono le categorie più ampie cliccando sui quali si scende di livello e si individuano altri box che evidenziano  sottocategorie e così via, fino ad arrivare alle foglie, ovvero alle informazioni di base. La  grandezza del box è proporzionale alla quantità contenuta, il colore aggiunge normalmente un'altra informazione rispetto ai dati contenuti (esempio nella mappa del mercato presente in Alice Economia il colore rappresenta un indicatore della variazione di valore delle azioni). Il grande vantaggio delle treemap risiede nella possibilità di presentare, strutturando a livelli le informazioni, un insieme molto elevato di dati. Se, per esempio, in una pagina di riasultato di ricerca possono comparire una trentina di siti, Newsmap (treemap delle google news) permette di ordinare migliaia di informazioni.   

Il sistema è stato inventato agli inizi degli anni '90 dal prof. Ben Schneiderman dell'Università del Maryland ma sta ricevendo una certa attenzione proprio negli ultimi anni.

89c3bb7bb5bdd61c8055369030029d3b.jpgTra i primi siti che l'hanno applicato in Italia c'è stato Virgilio, con la già menzionata mappa del mercato e un'interessante applicazione, ora non più online, sviluppata nel 2003 dalla Community: la mappa delle paure. La peculiarità di quell'esperimento risiedeva nell'interazione con gli utenti invitati sia a inviare al portale una descrizione delle loro paure (che venivano classificate in alcune categorie, la cui dimensione del box indicava l'ampiezza del tema, ovvero quante paure erano legate per esempio al timore degli animali, all'interazione con gli altri, alle malattie...) sia a votare le paure, indicando quali con che intensità le condividevano  (il colore dei box rappresentava quindi l'intensità e la condivisione della paura). 

Le possibilità di applicare le treemap nelle community sono decisamente interessanti: per esempio potrebbero rappresentare un interessante modo di suddividere i partecipanti alla community in base agli interessi espressi, anche in considerazione che si potrebbe cercare di uscire dalla rigida rappresentazione a rettangoli (efficace ma forse poco friendly) sostituendole forme più morbide e accoglienti.

Tra le applicazioni interessanti, oltre a quelle già segnalate, ricordiamo: Peet's Coffee & Tea Inc. (sito commerciale che utilizza una treemap per la scelta della miscela di caffè preferita);  Roomformilk (aggregatore di link di valore); Lateral.net, esempio decisamente di frontiera come Browse Good (incrocio tra treemap, google map e ricerca visuale).

Le treemap sono inoltre utilizzate internamente da molte importanti aziende per organizzare i propri dati e prodotti 

Per approfondire: 

Wikipedia (con utili link a software, anche open source per lo sviluppo di treemap)

19:10 Scritto da: marcosimini in Treemap | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tree map. web 2.0 | OKNOtizie |  Facebook

16/06/2007

Multimedia tag

I tag sono metadati (dati che descrivono altri dati) inseriti dagli utenti. Con i tag e gli altri metadati (esempio gli alt delle foto o i meta tag inseriti dal webmaster)  si possono generare altre interessanti visualizzazioni, differenti dalle tag cloud.

New York Times thru Flickr, creato con Pipes (servizio di Yahoo che permette di creare facili aggregazioni e manipolazioni dei feed rss) prende in automatico i feed dalla homepage del New York Times, li passa attraverso  un processo di content analysis e usa le parole così individuate per selezionare foto da Flickr. 

Blinkx permette di creare un videoroll generato utilizzando video, recuperabili da varie fonti, etichettati con un determinato tag (nell'esempio Italia). Un servizio simile lo offre Alice Video

 

11:55 Scritto da: marcosimini in tag | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tag, tag cloud, web 20 | OKNOtizie |  Facebook

14/06/2007

Tag cloud: risorse utili

 

TagCloud: probabilmente il servizio più conosciuto per generare tag cloud per il proprio sito

TagCloud Generator servizio evoluto per creare tag cloud partendo da un sito o da singole parole, con ricche possibilità d'integrazione.

ZoomCluds:genera automaticamente una tagcloud dai feed rss del sito. Per un approfondimento in italiano: mondoblog

Rainmaker: un altro servizio dall'impostazione simile. Leggi la descrizione di geekissimo

TagCrowd: crea una tag cloud in base alle parole contenute in un qualsiasi testo, utile per esempio per visualizzare immediatamente la frequenza dei vari termini presenti nel testo. Servizi di questo tipo vengono anche definiti text cluod, un approfondimento e un elenco di tool in questo articolo.

Wordle altro servizio java che genera una tag cloud in base alle parole inserite in un testo. Bello l'aspetto grafico

Snapshirts: un servizio divertente che genera una tag cloud basata sui termini presenti sul sito o sul blog indicato che puoi acquistare stampata su una maglietta.

Ulimate Tag Warrior: plugin per wordpress 

 FreeTag: la via di Google ai tag

Il codice per creare Tag Cloud in php

18:50 Scritto da: marcosimini in tag cloud | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tag, tag cloud, web 2.0 | OKNOtizie |  Facebook

12/06/2007

Usare i tag, declinazioni sul tema

47f6987f86769139e0c6b5e847d1c7cf.jpgNel post precedente si è sinteticamente descritto cosa sono le tag cloud in senso stretto: una lista di parole in ordine alfabetico che linkano a oggetti (foto, post, video...) etichettati con quel termine dagli utenti chi li hanno inseriti. La frequenza con cui un' etichetta ricorre viene evidenziata dalla dimensione del font: più grande è il font  con cui viene rappresentato un tag, maggiore sono gli oggetti che utilizzano quell'etichetta.

Se questa è la regola ci sono però molte variazioni sul tema, alcune davvero valide e interessanti. In linea generale sarebbe sicuramente preferibile per l'usabilità delle tag cloud che il codice sottostante venisse rispettato e confermato nelle varie applicazioni in modo da non confondere l'utente, d'altra parte è indubbiamente stimolante lo sforzo creativo di cercare nuovi codici e nuove applicazioni partendo dalla tag cloud tipica e intervenendo su alcuni elementi essenziali, preservandone altri estetici, di contenuto o filosofici. In ogni caso il giovane tema della folksonomia (tassonomia generata dagli utenti attraverso i tag)  richiede ulteriori approfondimenti e sviluppi. Per esempio resta aperto il tema di come gestire i tag simili (plurali e sinonimi): è corretta la scelta attualmente seguita dalla maggior parte dei sistemi di non intervenire sui tag indicati dagli utenti o sarebbe invece più utile cercare di filtrare e raggruppare tag simili? [per approfondire: Robin Good]

La persona non creativa tende a interpretare i fatti nuovi sulla base delle conoscenze precedenti (per esempio le prime automobili erano definite "carrozze senza cavalli), gli spiriti più creativi tendono invece a rinterpretare il "conosciuto" alla luce degli strumenti e delle conoscenze nuove. E in questo senso l'idea - semplice e geniale delle tag cloud - si dimostra ricca di stimoli da applicare in altre circostanze ed esigenze. 

Possiamo  suddividere i potenziali interventi in due filoni:

  • declinazioni che agiscono sulla forma lasciando più o meno immutato il contenuto e le logiche della tag cloud tipica
  • declinazioni che intervengono sul contenuto o sulla logica mantenendo inalterato o quasi il codice formale.

Nel primo caso rientra per esempio la rappresentazione della cloud tag utilizzata nel forum di Alice. In questo caso si è aggiunto un elemento cromatico nei tag lasciando inalterata la logica tradizionale delle tag cloud. E' da notare che il forum di Alice è stato precursore nell'utilizzo dei tag, almeno per il web italiano, e quindi il problema che si sono posti i progettisti ha riguardato principalmente come rendere disponibili i contenuti del forum anche nel caso che l'utente, per mancanza di abitudine (il tema del web 2.0 non era ancora di moda) non avesse etichettato con i tag i suoi post. 

La scelta cromatica potrebbe però essere utilizzata come un'altra dimensione della categorizzazione dei tag da aggiungersi alla grandezza del font. Per esempio si potrebbe fare una tag cloud in cui il colore descrive la categoria a cui appartiene un contenuto e la dimensione del font la ricorrenza. In questo caso si dovrebbe accettare che in una tag cloud possa essere ripetuta una parola, rappresentata con un colore diverso. Per esempio un sito di notizie che tratta temi differenti potrebbe scegliere di avere una tag cloud per ogni categoria, una tag cloud unica indifferenziata nel colore (con magari un filtro nella pagina di atterraggio) oppure una unica tag cloud che aiuti l'utente a capire il tema attraverso un'indicazione cromatica.

Un altro esempio interessante dal punto di vista della visualizzazione della tag cloud è il sito Gifttagging (sul tema vedi l'interessante post di Alessandro Fulciniti)

Allontanandosi sempre più dallo standard, sotto l'aspetto grafico, ci si potrebbe chiedere se la forma a nuvola sia la più efficace visualizzazione della folksonomia e sondare altre forme (ad esempio, per un numero limitato di tag, il grafico a torta o questa elegante proposta visuale)

Un esempio di tag cloud che si discosta dall'impostazione tipica nel contenuto è la già menzionata nuvola del New York Times. In questo caso come si è detto i contenuti non sono oggetti inseriti dagli utenti ma i risultati delle principali ricerche fatte dagli utenti del sito. Con una logica analoga si potrebbe fare una tag cloud che evidenzia,  agendo per esempio sulla dimensione del font, non la ricorrenza dei contenuti quanto piuttosto l'interesse che i contenuti hanno incontrato (più alti i tag che inviano a temi, articoli, nickname, o contenuti multimediali particolarmente cliccati). Da notare che una simile scelta potrebbe essere interessante se relativa a un intervallo temporale (es: la notizia più vista del giorno prima) mentre potrebbe risultare controproducente se fosse svincolata dal tempo, in quanto potrebbe generare un circolo vizioso finendo col favorire i tag che già risaltano per grandezza di font a discapito degli altri, aumentando costantemente il divario tra i più visti e gli altri.

Il New York Times, offre in alternativa una visualizzazione non a nuvola, che elenca gli stessi contenuti in ordine non alfabetico ma di popolarità.

Un altro curioso esperimento di tag cloud generato dalle ricerche, in questo caso in google, è Googlecloud. Ogni volta che viene fatta una ricerca la parola viene visualizzata in una nuvola, i tag relativi alle ricerche più popolari vengono ovviamente visualizzate con un font maggiore. Il sito non è per ora molto sviluppato, ma l'idea, se appoggiata a un corretto sistema di filtri, può risultare interessante.

13:25 Scritto da: marcosimini in tag cloud | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tag, news, web 2.0 | OKNOtizie |  Facebook

11/06/2007

Parole, parole parole: i tag

727580130d86ebce4db6e1c4a1079ffc.jpgLe tag cloud (o nuvole di tag) sono codici di comunicazione visuale che si stanno rapidamente diffondendo, rappresentando un tratto distintivo del web 2.0.

In una "nuvola" i tag sono normalmente disposti in ordine alfabetico, sottolineando con una grandezza differente di font il peso, ovvero la ricorrenza, di ogni etichetta. Quando le etichette rappresentano qualificatori di un oggetto (esempio in flickr, dove i tag indicano etichette associate all'immagine caricata) la tag cloud offre una rappresentazione immediata dei contenuti, un comodo strumento di navigazione e un efficace stimolo push alla ricerca (nel senso che invitano a fare ricerche pertinenti). Inoltre permette il superamento delle rigide tassonomie imposte dall'alto: i tag vengono - almeno nel caso tipico - scelti dall'utente che inserisce un contenuto (foto, post, video...) e permettono agli altri fruitori di recuperare subito il contenuto desiderato cliccando sulla relativa parola chiave, invece di navigare attraverso un albero di categorizzazione basato su scelte discrezionali del webmaster. In questo senso i tag rappresentando una rivoluzione copernicana nella classificazione: dalla tassonomia diretta dall'alto alla folksonomia fatta dagli utenti stessi.

Tipicamente i termini della tag cloud sono linkati alla pagina che raccoglie tutti gli oggetti etichettati con quella specifica parola, ma in alcuni casi il click sul tag genera una ricerca testuale per la relativa keyword all'interno dei contenuti del sito. Il New York Times per esempio utilizza una tag cloud  per elencare le parole più cercate dagli utenti in un determinato periodo di tempo.

Per approfondire:

Wikipedia

Migliorare la Folksonomia

11:30 Scritto da: marcosimini in tag cloud | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tag, news, web 2.0 | OKNOtizie |  Facebook